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Archivio Gennaio 2008

 

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Non ci è ancora giunta alcuna replica di Clooney all'appello dei ribelli nigeriani, ma non si può non notare come nell'ultimo anno la vita e la carriera del nostro George si siano progressivamente trasformate in una direzione che non è detto lui stesso riesca ora tenere sotto controllo: leggete un po' questa notizia d'agenzia di ieri, che vi riporto così come è stata diffusa e fate pure le vostre riflessioni al riguardo:

Star di Hollywood contro l'indipendenza del Kosovo: stando a quanto scrive il quotidiano serbo Vesti, due volti notissimi come George Clooney e Sharon Stone sono pronti a organizzare una manifestazione davanti agli studios per sostenere l'integrità territoriale della Serbia. Secondo il quotidiano, la manifestazione dovrebbe aver luogo il prossimo mese. Belgrado, oltre all'appoggio diplomatico di Mosca, potrebbe dunque incassare il sostegno mediatico dello star system. Non senza qualche intoppo, la provincia serba a maggioranza albanese scivola verso l'indipendenza. A sostenere la sovranità di Pristina sono soprattutto gli Stati Uniti e l'Unione europea. Bruxelles però non parla con una sola voce: big quali Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia sono favorevoli, mentre paesi come Spagna, Romania, Slovacchia, Repubblica ceca e Grecia hanno espresso più di un dubbio a riguardo. Cipro invece, è nettamente contraria alla secessione.

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A poche ore dall'annuncio della sua nomina a messaggero di "buona volontà" delle Nazioni Unite, George è il destinatario di una lettera che gli creerà come minimo qualche grattacapo: i mittenti sono infatti i ribelli nigeriani del Mend (Movement for the Emancipation of the Niger Delta, quello che di tanto in tanto prende in ostaggio qualche occidentale che lavora negli impianti petroliferi del Delta del Niger) che vista la passione con cui l'attore si è speso per il Darfur gli chiedono di lavorare assieme "per fermare la caduta della Nigeria nell'abisso della guerra" e di venire presto a visitare le "ricche di petrolio zone del Delta del Niger, dove da decenni si consumano ingiustizie ai danni della popolazioni che ci vivono" e dove ci sarebbe il rischio concreto di una guerra civile. Secondo un portavoce del movimento "L'Onu dovrebbe assumere misure fattive per fermare il malcontento, prima che sia troppo tardi. Il Delta è una bomba a orologeria che può esplodere da un momento all’altro; occorre intraprendere immediatamente i passi necessari per disattivarla". E non è tutto. Il Mend chiede anche l'aiuto di George per far liberare Henry Okah, uno dei leader del gruppo detenuto da settembre in Angola con l'accusa di traffico d’armi: "La sua salute si sta deteriorando per un’infezione polmonare. Occorre che venga visitato da qualcun della Croce Rossa o delle Nazioni Unite e che gli siano garantiti i fondamentali diritti umani". L'impegno di George ha decisamente sortito qualche effetto anche se pare che abbia colpito l'attenzione dei bisognosi più che quella di chi avrebbe i mezzi per fare qualcosa sul piano politico ed economico: ora non gli sarà certo facile capire se e come rispondere a quest'appello così delicato...

 

 

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Per volontà del segretario generale Ban Ki-moon in persona da ieri George Clooney è "in pectore" messaggero di pace e "di buona volontà" delle Nazioni Unite. L'annuncio si deve alla portavoce del Palazzo di Vetro, Michele Montas, che ha letto il provvedimento di nomina secondo il quale George "ha assistito direttamente al dolore patito dalle vittime dei conflitti, e ha fatto del contributo a porre fine alla violenza e alla sofferenze umane la sua missione personale". La carica sarà effettiva dal 31 gennaio, data dalla quale George sarà il nono messaggero ufficiale dell'Onu dopo Elie Wiesel, Michael Douglas, Paulo Coelho, il direttore d'orchestra israeliano Daniel Barenboim, i musicisti Yo-Yo Ma e Midori Goto, la zoologa Jane Goodall e la principessa di Giordania Haya Bint al-Hussein. Ovviamente la speranza di tutti è che la nomina porti quella visibilità che è indispensabile per "conseguire l'appoggio del'opinione pubblica lavoro di importanza capitale che l'Onu porta avanti in alcune tra le aree piu' difficili, pericolose e tremende del mondo". Parola di George.

 

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La notizia era nell'aria da qualche giorno ma stamattina l'NBC e l'associazione della stampa straniera di Hollywood (Hfpa) che assegna i Globes l'hanno resa ufficiale: la tradizionale cerimonia prevista per domenica è annullata a causa dello sciopero del sindacato degli sceneggiatori di cinema e di televisione (Writers Guild of America, Wga). Al suo posto una conferenza stampa annuncierà i vincitori che saranno omaggiato sulla Tv americana da una serie di clip dei loro film... vedremo se qualcuno farà nuove dichiarazioni in merito al presunto coinvolgimento di George nella vicenda...

 

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La cerimonia dei Golden Globes 2008 sarebbe in programma il prossimo 13 gennaio, ma il perdurare (da più di due mesi) dello sciopero degli sceneggiatori hollywoodiani, che nel nuovo contratto rivendicano maggiori diritti, percentuali ecc., sembra destinato a far saltare la kermesse anche per la solidarietà di diverse grandi star: se infatti attori e registi non si presentassero a ritirare i premi la diretta dell'NBC non avrebbe più gli introiti pubblicitari associati alla serata, che potrebbe essere cancellata. Tra i vip decisi a tenere i picchetti davanti al red carpet pare ci sia proprio George, candidato come miglior interprete per Michael Clayton, e accusato di avere fomentato i colleghi in un'escalation che rischia di far saltare anche la notte degli Oscar del 24 febbraio: "Sappiamo che c'è Clooney dietro questa decisione: è lui che ha spinto i colleghi a non attraversare i picchetti", ha dichiarato un delegato dell'NBC a proposito dell'annuncio che i molti divi iscritti alla "Screen Actors Guild" non prenderanno parte alla serata. Ma dall'altra campana un collaboratore di George ha ironicamente risposto che non gli risulta che il suo capo si sia trasformato in un sindacalista: "Non è proprio il tipo", dice lui. Ma intanto anche questa settimana in tutto il mondo non si parla che di George...

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George sul set!

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